I partiti politici, di destra, sinistra e centro, fanno di tutto per perdere credibilità e alimentare la sfiducia della gente nei confronti della politica e delle istituzioni, soprattutto quando si avvicinano le elezioni. Il 28 e 29 marzo si vota per il rinnovo del Consiglio regionale e la regola è puntualmente confermata anche a Caldiero.
I fatti
Nel 2003 qualche amministratore illuminato ha proposto di collegare Caldierino alla Porcilana con una bretellina di 900 metri che dal sottopasso vicino al cimitero della frazione arriva alla rotonda in località Lepia. Sull'utilità dell'opera, che costa ai contribuenti qualche milione di euro, si può dubitare perché nel frattempo sulla SR 11 sono state costruite la rotonda all'uscita dell'abitato di Caldierino e quella del Ponte delle Asse, che garantiscono l'accesso alla grande viabilità. Comunque dopo sette anni l'opera è arrivata alla fase esecutiva, le elezioni regionali sono alle porte e per i partiti è tempo di propaganda.
Così il sindaco di Caldiero il18 gennaio convoca una riunione pubblica per presentare la bretellina alla popolazione, invitando l'assessore provinciale alla programmazione del territorio Samuele Campedelli che è del Popolo della Libertà, come il sindaco e candidato alle elezioni regionali. La Lega Nord insorge perché alla riunione non doveva essere invitato Campedelli, che in Provincia ha altre deleghe, ma l'assessore alla viabilità Andrea Bassi, che ovviamente è della Lega e candidato alle regionali.
Inutile sottolineare che i due assessori fanno parte della stessa Giunta provinciale!
Così la Lega snobba la riunione del 18 gennaio, ne convoca un'altra il 5 febbraio su federalismo, sicurezza, viabilità e bretellina di Caldierino con la presenza di Tosi, Bragantini, Bassi e altri, mentre il giorno 8 febbraio l'assessore competente inaugura ufficialmente il cantiere della bretellina.
E il Partito Democratico?
Mentre Popolo della Libertà e Lega Nord, alleati a Roma, Venezia e Verona, litigano per raccogliere qualche voto in più, il Partito Democratico, che fa parte della Giunta comunale di Caldiero da oltre 10 anni, invece di criticare questa triste vicenda si defila, forse per falsa modestia oppure per vergogna. Preferisce occuparsi di altre cose, di Berlusconi, del conflitto d'interessi, delle leggi "ad personam" e non sporcarsi le mani con una bretellina di 900 metri.
Questa non è politica al servizio dei cittadini, ma miseria della partitocrazia!
Pericolo esondazione
Tanto clamore e attivismo per un pezzo di strada, silenzio e inerzia invece di tutti i partiti sul pericolo rappresentato dal torrente Illasi, che in caso di piogge intense e prolungate potrebbe allagare il territorio di Caldierino. Infatti l'alveo del torrente, dal Ponte delle Asse alla Porcilana, è più alto della campagna circostante.
Il Genio Civile di Verona, che è responsabile dei lavori sul torrente Illasi, nel lontano 2005 aveva previsto la manutenzione straordinaria, considerata importante e urgente, per mettere in sicurezza il Progno. Ma non ha fatto nulla perché nel frattempo è saltato fuori un progetto regionale, realizzato da privati (project financing), che prevede la sistemazione del torrente da Badia Calavena all'Adige con asportazione e vendita di 3.200.000 metri cubi di sassi e ghiaia e guadagni milionari. L'Amministrazione comunale di Caldiero nel 2009 ha approvato, con il solo voto contrario del nostro consigliere, questo progetto che chissà quando verrà realizzato, mentre il rischio esondazione rimane.
AL VOTO, AL VOTO
A Caldiero succede questo, ma in generale ne vediamo di tutti i colori: scandali, corruzione, lotte di potere, menzogne e regole non rispettate, come quelle della presentazione delle liste per le elezioni regionali. Il clima di sfiducia verso la politica e le istituzioni è generalizzato, la rabbia anche e la tentazione di non andare a votare è molto forte. Ma ci sono in ballo poltrone, soldi e potere e allora i politici si fanno in quattro per spiegare che bisogna votare perché "altrimenti vincono gli altri" e "chi non partecipa ha sempre torto". Ricordano che "il voto è un dovere civico", dimenticando però che in occasione dei referendum spesso invitano gli elettori a disertare i seggi per rendere nulla la consultazione, specialmente quando sono a rischio i loro interessi di bottega.
"Al voto, al voto" gridano, ma le idee, i progetti e le promesse rimangono sulla carta, le facce sono sempre le stesse e i candidati poco credibili, mentre alla gente interessa arrivare con lo stipendio in fondo al mese, uscire di casa senza paura, respirare aria più pulita, avere servizi decenti e fiducia nel futuro.
L'intero sistema è messo sotto accusa da strati crescenti di cittadini e il malessere che c'è in giro potrebbe manifestarsi con una massiccia astensione dal voto o una valanga di schede bianche. Non sarebbe una sorpresa, ma il segnale allarmante che la democrazia è in seria difficoltà.
Committenti responsabili: Luciano Albertini, Giancarlo De Robertis, Valter Niselli, Francesco Zenaro