Da qualche mese la Giunta comunale di Caldiero sembra avere imboccato con decisione la strada del risparmio energetico e delle energie alternative, in particolare di quella solare: conferenze, proclami e interviste sulla Gazzetta Termale e su L'Arena. Pannelli solari dappertutto, sui tetti delle scuole, stadio comunale, depuratore, cimitero, anche sulle barriere fonoassorbenti che dovrebbero essere installate (come, quando, perché?) lungo la ferrovia e lampade a led per l'illuminazione pubblica.
Era ora, si potrebbe dire, finalmente si risparmiano soldi e si inquina meno. Ma siamo ancora una volta a livello di intenti, di studi di fattibilità e di idee confuse, con scarsa probabilità di vedere presto qualcosa di concreto, perché l'Amministrazione comunale, in questi anni, è rimasta sempre indietro e adesso è quasi alla fine del suo mandato (primavera 2012).
Sono anni che Lo Sperone chiede di mettere in atto iniziative per risparmiare luce e gas negli edifici pubblici e nella illuminazione stradale, ma la Giunta non ha fatto nulla, non si è neanche preoccupata di far regolare l'accensione dei lampioni.
La spesa per illuminazione e riscaldamento, nel 2009, ha così raggiunto i 250.000 euro (233 mila nel 2008, 220 mila nel 2007).
Siamo alla svolta ambientalista? Magari, perché l'anno scorso il Comune aveva aderito alla "Giornata provinciale dell'ambiente" indetta per il 21 febbraio, che prevedeva il blocco del traffico nel territorio comunale, ma nessuno ne era a conoscenza e così l'iniziativa è finita in burletta.
Il problema dell'inquinamento dell'aria nel nostro, come in altri comuni, è una vera e propria calamità, da affrontare seriamente.
Il solare salva l’ambiente e anche il patto di stabilità
Il Comune per rispettare il patto di stabilità ed evitare le sanzioni previste dalla Legge, aveva deciso di vendere il terreno per il nuovo magazzino comunale e incassare i soldi entro il 31 dicembre 2010. L'asta pubblica è andata deserta (nessuno ha presentato offerte entro il 20 dicembre), ma dopo qualche giorno, il terreno è stato venduto, con trattativa privata, a una ditta che intende realizzare un impianto fotovoltaico (ancora solare!). Ma non è finita, perché l'acquirente ha posto la condizione di ottenere da Comune e Regione le necessarie autorizzazioni entro il 2011, prima del contratto definitivo, altrimenti non se ne farà nulla e il Comune dovrà restituire la caparra (180.000 euro).
Vendita del terreno sul filo di lana, contratto condizionato dall'autorizzazione per l'impianto fotovoltaico e patto di stabilità ancora a rischio: una situazione imbarazzante!
Nel 2010 non sono state realizzate le opere pubbliche promesse: scuola elementare, piscina, magazzino, pista ciclabile; non sono state sistemate nemmeno le strade e le piazze del paese, eppure la Giunta riuscirà a rispettare, forse, il patto di stabilità solo vendendo un terreno.
Cosa succederà nel 2011?
Sindaco e assessori si tagliano lo stipendio
Diminuiscono i contributi dello Stato, c'è la crisi economica e così sindaco e assessori si tagliano lo stipendio. Nobile decisione che finisce sul giornale L'Arena, dove gli interessati spiegano esigenze, difficoltà, problemi e motivazioni della scelta.
Riferisce l’articolo del giornale: “Dunque la Giunta ha dovuto applicare una riduzione dei costi della politica, suo malgrado, anche se la riduzione del 30% delle indennità di carica, non andrà a coprire tutto il buco in bilancio, causato dal taglio dei trasferimenti dello Stato”.
Peccato però che la Giunta comunale non abbia dato uguale risalto alla sua deliberazione n.118 del 20 novembre 2007, con la quale, all'inizio del mandato, aveva raddoppiato le indennità, confermandole negli anni successivi.
Indennità di carica (Importi mensili lordi)
sindaco:
('07)1.254,9 ('08)2.231,10, ('09)2.231,10, ('10)2.231,10, ('11)1.561,77
('07)1.254,9 ('08)2.231,10, ('09)2.231,10, ('10)2.231,10, ('11)1.561,77
assessori lavoratori autonomi:
('07)504,00, ('08)1.004,00, ('09)1.004,00, ('10)1.004,00, ('11)702,80
('07)504,00, ('08)1.004,00, ('09)1.004,00, ('10)1.004,00, ('11)702,80
assessori lavoratori dipendenti:
('07)252,00, ('08)502,00, ('09)502,00, ('010)502,00, ('11)351,40
('07)252,00, ('08)502,00, ('09)502,00, ('010)502,00, ('11)351,40
L'aumento delle indennità nel 2008 e la presenza di sei assessori in giunta hanno comportato una spesa di circa 300.000 euro in tre anni, mentre la riduzione, nel 2011, permetterà un risparmio di 30.000 euro. La Giunta poteva fare di più (la riduzione dei trasferimenti dello Stato è di oltre 112 mila euro), quanto meno riportare le indennità al livello del 2007.
Tutto legittimo comunque, ma una Giunta che si raddoppia le indennità all'inizio del mandato, senza clamori, le conferma per due anni, crisi o non crisi e poi, verso la fine del mandato, quando si avvicinano le elezioni, si riduce la paga e lo fa sapere a tutti senza pudore, non è credibile.
Noi abbiamo contestato l'aumento delle indennità nel 2008, che non sono poca cosa e anche il numero degli assessori, che sono troppi per un Comune di 7.300 abitanti, perché riteniamo indispensabile ridurre i costi della politica, eliminando poltrone, carrozzoni, stipendi e privilegi.
I tagli decisi dalla Giunta sono insufficienti e fuori tempo massimo.
Committenti responsabili: Luciano Albertini, Giancarlo De Robertis, Valter Niselli, Francesco Zenaro.