martedì 22 dicembre 2009

Un anno da dimenticare

Prima che uscisse l'ultimo numero della Gazzetta Termale ci è stato chiesto di consegnare alla redazione del giornale un nostro articolo per completare il "panorama amministrativo" di Caldiero. Non abbiamo aderito alla richiesta, perché preferiamo raccontare come vanno le cose in municipio e a nostre spese.

Nuovi assessori 
e presidente del consiglio comunale

Dopo un anno dalle dimissioni di due assessori, il sindaco ha deciso di sostituirli e così la giunta comunale è ritornata al completo: sindaco e sei assessori, che costano al bilancio comunale 100.000 euro all'anno. Ma non basta, perché la maggioranza che amministra il nostro comune ha cambiato statuto e regolamento per poter eleggere anche il presidente del consiglio comunale, una figura istituzionale con il compito di dirigere i lavori del consiglio al posto del sindaco.

A chi serve tutto questo?

Non al nostro paese che ha 7.000 abitanti e potrebbe andare avanti anche con quattro assessori e nemmeno al consiglio comunale che si riunisce solo sei volte all'anno e non ha bisogno di due sindaci per funzionare. 
Serve invece a riportare in equilibrio la spartizione delle poltrone tra partiti e gruppi della maggioranza (PDL, PD, Obiettivo Caldiero), che hanno così lo stesso numero di assessori di un anno fa, con più spese per il bilancio comunale. La poltrona di presidente del consiglio è riservata invece all'ex sindaco Alberti, come stabilito dagli accordi elettorali del 2007. 

Bisogna affrontare i problemi di Caldiero, non perdere tempo con le poltrone !

E il paese?

Mentre la maggioranza è impegnata nelle "grandi manovre" il  paese aspetta:

a)  Opere pubbliche
     Molte opere pubbliche sono ferme da anni, cambiano solo le date di inizio e di fine lavori.


La costruzione del nuovo magazzino comunale è sospesa perché hanno deciso di farne uno più grande, per 900.000 euro. Però in cassa i soldi non ci sono e intanto paghiamo l'affitto per il magazzino provvisorio. La piscina coperta è scomparsa dal piano delle opere pubbliche, mentre continuiamo a pagare il mutuo di 696.000 euro. Le opere di urbanizzazione del nuovo stadio sono in fase di completamento, ma gli altri impianti (tennis, pallavolo ecc.), che dovrebbero completare la cittadella dello sport, faranno la stessa fine della piscina coperta. La ciclabile Caldiero-Caldierino non è stata ancora progettata e avrà tempi di realizzazione molto lunghi, come l’intervento sul Castello del Monte Rocca. Il progetto per l'ampliamento della scuola elementare è completamente diverso da quello preliminare di un anno fa, ma il risultato sarà uguale: un prefabbricato nuovo di tre piani accanto a una scuola che ha cento anni, al centro del paese, dove non c’é spazio ed é sempre più difficile muoversi.

b)  Viabilità 
- Il territorio comunale è sempre più trafficato e le proposte della commissione viabilità, istituita per trovare soluzioni, sono ferme da molti mesi sul tavolo della giunta comunale e probabilmente non verranno mai realizzate. 
- Nel quartiere Gardenia sono stati disegnati sull'asfalto, senza alcun criterio, percorsi ciclo-pedonali non protetti, che passano da una parte all'altra della strada, creano problemi ai residenti e non servono a niente.

c)  Ambiente e raccolta differenziata 
- Il comune di Caldiero ha aderito al Consorzio Verona Due del Quadrilatero di Villafranca per poter passare entro il 2009, attraverso un appalto europeo, al nuovo sistema di raccolta dei rifiuti "porta a porta". Dopo un anno niente appalto internazionale, ma affidamento casalingo del servizio o, come lo chiamano loro, "in house". Il contratto con la ditta che svolge l'attuale servizio è scaduto da anni, il porta a porta forse partirà nel 2010 e aumenteranno i costi per i contribuenti. Tutto regolare? 
- Il Prognolo che attraversa i quartieri Gardenia e Bambare dopo tanti anni non è stato ancora risanato ed è una vergogna.

d)  Arredo urbano
Piazza Marcolungo, che dovrebbe essere il salotto di Caldiero, è piena di auto parcheggiate ovunque e di alberi cadenti e l'entrata principale del paese (inizio di corso A.De Gasperi), è un pessimo biglietto da visita per una città che vorrebbe definirsi termale.

e)  Azienda Terme 
L'Azienda Speciale verrà trasformata in società per azioni per "consentire un più ampio piano di sviluppo dell'area termale, anche attraverso l'apporto di capitali privati". Non sappiamo altro, perché nonostante le richieste, il problema non è mai stato discusso in Consiglio comunale e rimane quindi riservato e misterioso. 

f)  Grandi Infrastrutture
Il territorio del nostro comune nei prossimi anni sarà interessato dai lavori di importanti opere pubbliche progettate da enti superiori (Regione ecc.), come l'alta velocità, le tangenziali venete e la sistemazione idraulica del torrente Illasi, che incideranno pesantemente sulla nostra qualità di vita. Questi enti dovrebbero almeno accogliere le nostre proposte per limitare gli effetti negativi degli interventi e invece niente, perché non contiamo niente.


E per finire…

Molte questioni rimangono sospese per anni (ex casa Milani ecc.) in attesa di pareri legali e di decisioni che non arrivano mai. In Consiglio comunale la maggioranza cambia spesso le carte in tavola, è costretta a rinviare deliberazioni all'ordine del giorno e ha proposto anche di modificare il regolamento per cancellare i gruppi di minoranza che hanno un solo rappresentante in consiglio.


mercoledì 25 novembre 2009

Sistemare in fretta il torrente Illasi

È stato recentemente discusso in Consiglio comunale il progetto preliminare della Regione Veneto (project financing) per la sistemazione idraulica del torrente Illasi, che prevede l'abbassamento dell'alveo, la sistemazione degli argini, la costruzione di un ponte in località Donzellino, una pista ciclabile e altre cose.
La parte del progetto che riguarda il nostro Comune, dal ponte delle Asse al ponte della Porcilana e oltre, descrive questa situazione: 
- in questo tratto l'alveo del torrente è pensile, cioè più alto del territorio circostante, a causa dei materiali alluvionali (ghiaia, ecc.) che si sono depositati nel corso di decenni;
- esistono quindi pericoli di esondazioni con conseguenze catastrofiche, se si dovessero verificare piogge intense e prolungate;
- in questo tratto non è possibile abbassare l'alveo in modo da riportarlo sotto il piano campagna per la presenza di ponti (ferrovia, autostrada ecc.) e non è neanche possibile allargarlo perché non c'è spazio disponibile.
In pratica il territorio di Caldierino è considerato a rischio esondazione, condizione confermata anche dal Piano di Protezione civile del nostro Comune. Per questo il Genio Civile di Verona, che è responsabile dei lavori sul torrente Illasi, aveva previsto, nel quadro programmatico 2005/2007 una manutenzione straordinaria, considerata importante e urgente, del tratto Donzellino-Caldierino. 
Nel 2005 è spuntato però il nuovo progetto regionale e l'intervento del Genio Civile è stato accantonato. Però, nonostante la situazione di pericolo per il nostro territorio e la necessità di interventi urgenti, il project financing, che è solo un progetto preliminare, è rimasto fermo per quattro anni e ne passeranno altri prima che si arrivi al progetto definitivo e all'inizio dei lavori.  
Il nostro rappresentante in Consiglio comunale ha evidenziato questa situazione, ha proposto di esprimere parere negativo al progetto regionale e di chiedere che il Genio Civile intervenga immediatamente  con i lavori di manutenzione straordinaria accantonati nel 2005.  Il Consiglio comunale ha invece espresso "parere di massima favorevole alla compatibilità ambientale dell'intervento". 
Negli ultimi mesi, in altre parti d'Italia, si sono verificate catastrofi (frane, alluvioni), prevedibili ed evitabili, riteniamo quindi opportuno approfondire la situazione e promuovere eventualmente iniziative per salvaguardare il nostro territorio.

ASSEMBLEA - lunedi 30 novembre ore 20.45
EX SCUOLA ELEMENTARE - PIAZZA S.LORENZO MARTIRE

martedì 19 maggio 2009

Questo Referendum non s'ha da fare

martedi 19 maggio 2009
Fusione dei Comuni di Colognola e Caldiero



La fusione di Caldiero e Colognola ai Colli è un progetto importante che potrebbe garantire più risorse, servizi, sviluppo economico e sociale, ma non può essere imposto dall'alto, deve avere il consenso della gente. Per questo abbiamo deciso di proporre un referendum, confortati anche dall'articolo 51 dello Statuto comunale che riconosce il referendum come "strumento di democrazia diretta e di partecipazione dei cittadini alla gestione pubblica".

La democrazia diretta costa cara
Per chiedere un referendum a Caldiero (7000 abitanti) servono le firme di 1300 elettori, per rendere valida la consultazione devono votare almeno 1800 persone e la proposta, per essere approvata, deve avere il consenso dalla maggioranza dei votanti. Una procedura lunga e complicata che lascia poco spazio all'ottimismo. Ma abbiamo deciso di andare avanti perché la proposta di fusione non è campata in aria e il referendum comunale è comunque un'occasione senza precedenti per far sentire la voce dei cittadini.

Il Giudice di pace
L'11 marzo 2009 abbiamo presentato alla Segreteria del Comune la proposta di referendum con la domanda: "Sei favorevole alla fusione del Comune di Caldiero con il Comune di Colognola ai Colli?". Il regolamento per lo svolgimento dei referendum, approvato dal Consiglio comunale il 30 settembre 2008 (16 anni dopo l'approvazione dello Statuto!), prevede che la proposta sia dichiarata ammissibile dal Giudice di pace di Soave. La proposta è breve, chiara e non fa male a nessuno, la raccolta delle firme non costa nulla al Comune e il Giudice di pace ha 30 giorni per rispondere, quindi ci aspettavamo l'autorizzazione in tempi brevi.

Cala il silenzio
Invece, dopo oltre due mesi e su nostra richiesta, il Sindaco ci scrive che il Giudice di pace non ha ancora deciso. Sarà forse oberato di lavoro, tra multe T-Red e beghe di condominio, ma una richiesta di referendum è un'altra cosa e meriterebbe maggiore considerazione. Oppure il Giudice non ritiene di sua competenza i referendum comunali? Sarebbe incredibile perché il regolamento è stato preparato dalla Segreteria del Comune, esaminato dai sindaci di Caldiero e Colognola ai Colli e approvato dai due Consigli comunali. Ma forse nessuno si è degnato di chiedere il parere del Giudice di pace. Una vicenda avvilente, di ordinaria burocrazia, che testimonia la scarsa considerazione per le istanze dei cittadini. 

Niente referendum
Ormai non c'è più tempo, è troppo tardi, non si possono raccogliere le firme in agosto, quindi niente referendum. Così vanno le cose in Italia: quando ci sono le elezioni (politiche, amministrative, europee) i partiti e le istituzioni fanno appello alla partecipazione, esaltano il voto come diritto-dovere contro l'astensionismo, ma passata la festa i cittadini non contano più, bastano i sondaggi e la burocrazia. 

FORSE UN GIORNO...
Il debito pubblico italiano ha ormai superato il record di 1.740 miliardi di euro, c'è la crisi e la situazione è difficile, così i politici di ogni colore, dopo aver fatto il pieno di poltrone alle elezioni, riprenderanno a parlare di sprechi e di enti inutili, a invocare l'abolizione delle province, dei consorzi, delle comunità montane e dei carrozzoni di ogni genere e forse un giorno, chissà, decideranno anche la fusione di Caldiero e Colognola ai Colli. Sarà una decisione calata dall'alto, come le tangenziali a pagamento e l'alta velocità ferroviaria, che partorirà una federazione di quartieri, frazioni e contrade, a cavallo della SR 11, con il plauso dei portaborse locali, ma senza il consenso della gente.

Il Comitato promotere per il Referendum

sabato 4 aprile 2009

Costruiamo un grande Comune

sabato 4 aprile 2009
FUSIONE DEI COMUNI DI CALDIERO E COLOGNOLA AI COLLI


Case, fabbriche, supermercati e un paio di rotonde hanno riempito l'area compresa fra l'autostrada e la linea ferroviaria formando, a cavallo della strada regionale 11, un grande insediamento urbano che si estende dal Villaggio Naronchi di Colognola ai Colli al centro storico di Caldiero. Asfalto e cemento hanno saldato i due paesi, così migliaia di caldieresi e colognolesi vivono nello stesso ambiente, frequentano gli stessi negozi, piazze, mercati, chiese, ambulatori, impianti sportivi e condividono problemi e difficoltà, ma devono fare riferimento a due comuni diversi. Da una parte Strà di Caldiero e dall'altra Strà di Colognola ai Colli, eppure il confine attraversa anche la strada, perché la zona artigianale di via Bassa, pur essendo dalla "parte di Caldiero", appartiene al comune di Colognola, mentre S.Pietro, che si trova sopra l'autostrada, è di Caldiero. Un confine "strano", una linea ormai senza ragione, segnata da un'interminabile fila di auto e camion.

Una situazione anomala che mette in difficoltà anche le Amministrazioni comunali quando devono realizzare interventi di manutenzione nelle zone di confine. 
Per asfaltare via Zovo / S.Pietro, per esempio, sono scesi in campo i Consigli comunali che hanno approvato un accordo di programma per dividere equamente oneri, obblighi e spese, come in un condominio. 
Eppure Caldiero e Colognola ai Colli hanno elaborato insieme il PATI (Piano di Assetto del Territorio Intercomunale), aderiscono alle stesse associazioni (Unione Comuni Verona Est, Consorzio depurazione acque ecc.) e condividono realtà importanti (Parrocchia e scuola materna di Strà, segreteria comunale, cantina sociale, distretto sanitario ecc.). 

E allora ? 
Eliminiamo il confine, uniamo i due paesi e costruiamo UN GRANDE COMUNE, con storia e tradizioni importanti e un ruolo di primo piano in ambito provinciale e regionale. 

UN COMUNE IN GRADO DI  FAR SENTIRE IL PESO POLITICO, ECONOMICO E SOCIALE DI 20.000 ABITANTI, NON UNA FEDERAZIONE DI QUARTIERI, FRAZIONI E CONTRADE IN CONCORRENZA TRA LORO

La fusione di Caldiero e Colognola ai Colli comporta solo vantaggi per i cittadini:

. più risorse (meno spese per funzionamento e burocrazia, più contributi statali e
  regionali);
. incremento di servizi (scuole, trasporti, servizi sociali, cultura, sport, ecc.);
. interventi per migliorare viabilità e qualità della vita;
. controllo più efficace del territorio e maggiore sicurezza;
. sviluppo economico e sociale;
. valorizzazione di quartieri, frazioni e contrade;
. superamento dei campanilismi.

Caldiero e Colognola fanno parte dell'Unione di Comuni Verona Est, con Mezzane e Illasi, ma è un'aggregazione che costa sempre di più e non ha prospettive di sviluppo. Eppure in tutta Italia si moltiplicano province, consorzi, comunità montane, autorità d'ambito e un'infinità di altri enti, ciascuno con presidente, assessori, direttore, segretario e addetti ai lavori di ogni tipo, che i contribuenti devono mantenere. Con tanti piccoli comuni senza risorse e migliaia di carrozzoni che distribuiscono poltrone e sprecano denaro pubblico, non si va da nessuna parte. 
La fusione di Caldiero e Colognola ai Colli è anche un modo concreto per dire BASTA a tutto questo, specialmente ora che la crisi economica impone pesanti sacrifici ai cittadini. 


REFERENDUM COMUNALE
La fusione deve avere però il consenso della gente, quindi bisogna raccogliere le firme per chiedere un referendum comunale. Il Comitato Promotore di Caldiero ha presentato alla Segreteria del Comune, l'11 marzo 2009, la proposta di referendum, "Sei favorevole alla fusione del Comune di Caldiero con il Comune di Colognola ai Colli ?"
Il regolamento comunale prevede che la proposta sia dichiarata ammissibile dal Giudice di pace di Soave entro 30 giorni, quindi, se non ci saranno impedimenti, potremo cominciare a raccogliere le firme verso la fine di aprile. È un'occasione importante, senza precedenti per far sentire la nostra voce, quindi invitiamo tutti a firmare, sia favorevoli che contrari alla fusione.
Se riusciremo a raccogliere 1300 firme sarà indetto il referendum, altrimenti questo "strumento di democrazia diretta e di partecipazione dei cittadini alla gestione pubblica" (articolo 51 dello Statuto comunale),  resterà sulla carta. 
   
E il nome del nuovo Comune?
Sarà scelto dai cittadini quando andranno a votare

Il Comitato promotore per il referendum