Tutti i partiti, di centrodestra e di centrosinistra, hanno portato l'Italia alla rovina: debito pubblico, tasse e sprechi senza limiti, corruzione diffusa, disoccupazione e povertà in aumento.
Alla fine, sull'orlo del baratro, hanno gettato la spugna e, per non perdere voti con provvedimenti impopolari, hanno incaricato un governo tecnico di fare il lavoro sporco per rimettere i conti a posto.
Il governo Monti con il decreto "Salva Italia" spreme lavoratori, pensionati e famiglie e non tocca privilegi, sprechi e grandi patrimoni, mentre il Presidente della Repubblica giustifica la necessità di sacrifici per tutti "anche per i meno abbienti".
Nulla di nuovo, come sempre ci rimette la povera gente e pagano quelli che lavorano onestamente senza rubare, che si sono fatti una casa e hanno messo da parte qualcosa, anche per i figli, mentre i ricchi e gli evasori se la ridono e i parlamentari rinviano i loro “sacrifici”.
I politici di tutte le risme, i mandanti di questa manovra, aspettano nell'ombra che passi la bufera, poi ritorneranno a chiedere voti per governare promettendo sviluppo, posti di lavoro e meno tasse, come se nulla fosse successo e continueranno a saccheggiare la cosa pubblica.
La gente è arrabbiata perché vede sprechi e privilegi intoccabili dappertutto: a Roma, nelle Regioni, nei Comuni, piccoli e grandi, dove ci sono migliaia di enti, comunità, unioni, consorzi, con presidenti, consiglieri, segretari e portaborse ben retribuiti e dove sindaci e assessori appena eletti si aumentano le indennità, mentre negli uffici si allunga la fila di chi chiede aiuto per tirare avanti.
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