sabato 4 aprile 2009
FUSIONE DEI COMUNI DI CALDIERO E COLOGNOLA AI COLLI
Case, fabbriche, supermercati e un paio di rotonde hanno riempito l'area compresa fra l'autostrada e la linea ferroviaria formando, a cavallo della strada regionale 11, un grande insediamento urbano che si estende dal Villaggio Naronchi di Colognola ai Colli al centro storico di Caldiero. Asfalto e cemento hanno saldato i due paesi, così migliaia di caldieresi e colognolesi vivono nello stesso ambiente, frequentano gli stessi negozi, piazze, mercati, chiese, ambulatori, impianti sportivi e condividono problemi e difficoltà, ma devono fare riferimento a due comuni diversi. Da una parte Strà di Caldiero e dall'altra Strà di Colognola ai Colli, eppure il confine attraversa anche la strada, perché la zona artigianale di via Bassa, pur essendo dalla "parte di Caldiero", appartiene al comune di Colognola, mentre S.Pietro, che si trova sopra l'autostrada, è di Caldiero. Un confine "strano", una linea ormai senza ragione, segnata da un'interminabile fila di auto e camion.
Una situazione anomala che mette in difficoltà anche le Amministrazioni comunali quando devono realizzare interventi di manutenzione nelle zone di confine.
Per asfaltare via Zovo / S.Pietro, per esempio, sono scesi in campo i Consigli comunali che hanno approvato un accordo di programma per dividere equamente oneri, obblighi e spese, come in un condominio.
Eppure Caldiero e Colognola ai Colli hanno elaborato insieme il PATI (Piano di Assetto del Territorio Intercomunale), aderiscono alle stesse associazioni (Unione Comuni Verona Est, Consorzio depurazione acque ecc.) e condividono realtà importanti (Parrocchia e scuola materna di Strà, segreteria comunale, cantina sociale, distretto sanitario ecc.).
E allora ?
Eliminiamo il confine, uniamo i due paesi e costruiamo UN GRANDE COMUNE, con storia e tradizioni importanti e un ruolo di primo piano in ambito provinciale e regionale.
UN COMUNE IN GRADO DI FAR SENTIRE IL PESO POLITICO, ECONOMICO E SOCIALE DI 20.000 ABITANTI, NON UNA FEDERAZIONE DI QUARTIERI, FRAZIONI E CONTRADE IN CONCORRENZA TRA LORO
La fusione di Caldiero e Colognola ai Colli comporta solo vantaggi per i cittadini:
. più risorse (meno spese per funzionamento e burocrazia, più contributi statali e
regionali);
. incremento di servizi (scuole, trasporti, servizi sociali, cultura, sport, ecc.);
. interventi per migliorare viabilità e qualità della vita;
. controllo più efficace del territorio e maggiore sicurezza;
. sviluppo economico e sociale;
. valorizzazione di quartieri, frazioni e contrade;
. superamento dei campanilismi.
Caldiero e Colognola fanno parte dell'Unione di Comuni Verona Est, con Mezzane e Illasi, ma è un'aggregazione che costa sempre di più e non ha prospettive di sviluppo. Eppure in tutta Italia si moltiplicano province, consorzi, comunità montane, autorità d'ambito e un'infinità di altri enti, ciascuno con presidente, assessori, direttore, segretario e addetti ai lavori di ogni tipo, che i contribuenti devono mantenere. Con tanti piccoli comuni senza risorse e migliaia di carrozzoni che distribuiscono poltrone e sprecano denaro pubblico, non si va da nessuna parte.
La fusione di Caldiero e Colognola ai Colli è anche un modo concreto per dire BASTA a tutto questo, specialmente ora che la crisi economica impone pesanti sacrifici ai cittadini.
REFERENDUM COMUNALE
La fusione deve avere però il consenso della gente, quindi bisogna raccogliere le firme per chiedere un referendum comunale. Il Comitato Promotore di Caldiero ha presentato alla Segreteria del Comune, l'11 marzo 2009, la proposta di referendum, "Sei favorevole alla fusione del Comune di Caldiero con il Comune di Colognola ai Colli ?"
Il regolamento comunale prevede che la proposta sia dichiarata ammissibile dal Giudice di pace di Soave entro 30 giorni, quindi, se non ci saranno impedimenti, potremo cominciare a raccogliere le firme verso la fine di aprile. È un'occasione importante, senza precedenti per far sentire la nostra voce, quindi invitiamo tutti a firmare, sia favorevoli che contrari alla fusione.
Se riusciremo a raccogliere 1300 firme sarà indetto il referendum, altrimenti questo "strumento di democrazia diretta e di partecipazione dei cittadini alla gestione pubblica" (articolo 51 dello Statuto comunale), resterà sulla carta.
E il nome del nuovo Comune?
Sarà scelto dai cittadini quando andranno a votare
Il Comitato promotore per il referendum
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