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martedì 19 maggio 2009

Questo Referendum non s'ha da fare

martedi 19 maggio 2009
Fusione dei Comuni di Colognola e Caldiero



La fusione di Caldiero e Colognola ai Colli è un progetto importante che potrebbe garantire più risorse, servizi, sviluppo economico e sociale, ma non può essere imposto dall'alto, deve avere il consenso della gente. Per questo abbiamo deciso di proporre un referendum, confortati anche dall'articolo 51 dello Statuto comunale che riconosce il referendum come "strumento di democrazia diretta e di partecipazione dei cittadini alla gestione pubblica".

La democrazia diretta costa cara
Per chiedere un referendum a Caldiero (7000 abitanti) servono le firme di 1300 elettori, per rendere valida la consultazione devono votare almeno 1800 persone e la proposta, per essere approvata, deve avere il consenso dalla maggioranza dei votanti. Una procedura lunga e complicata che lascia poco spazio all'ottimismo. Ma abbiamo deciso di andare avanti perché la proposta di fusione non è campata in aria e il referendum comunale è comunque un'occasione senza precedenti per far sentire la voce dei cittadini.

Il Giudice di pace
L'11 marzo 2009 abbiamo presentato alla Segreteria del Comune la proposta di referendum con la domanda: "Sei favorevole alla fusione del Comune di Caldiero con il Comune di Colognola ai Colli?". Il regolamento per lo svolgimento dei referendum, approvato dal Consiglio comunale il 30 settembre 2008 (16 anni dopo l'approvazione dello Statuto!), prevede che la proposta sia dichiarata ammissibile dal Giudice di pace di Soave. La proposta è breve, chiara e non fa male a nessuno, la raccolta delle firme non costa nulla al Comune e il Giudice di pace ha 30 giorni per rispondere, quindi ci aspettavamo l'autorizzazione in tempi brevi.

Cala il silenzio
Invece, dopo oltre due mesi e su nostra richiesta, il Sindaco ci scrive che il Giudice di pace non ha ancora deciso. Sarà forse oberato di lavoro, tra multe T-Red e beghe di condominio, ma una richiesta di referendum è un'altra cosa e meriterebbe maggiore considerazione. Oppure il Giudice non ritiene di sua competenza i referendum comunali? Sarebbe incredibile perché il regolamento è stato preparato dalla Segreteria del Comune, esaminato dai sindaci di Caldiero e Colognola ai Colli e approvato dai due Consigli comunali. Ma forse nessuno si è degnato di chiedere il parere del Giudice di pace. Una vicenda avvilente, di ordinaria burocrazia, che testimonia la scarsa considerazione per le istanze dei cittadini. 

Niente referendum
Ormai non c'è più tempo, è troppo tardi, non si possono raccogliere le firme in agosto, quindi niente referendum. Così vanno le cose in Italia: quando ci sono le elezioni (politiche, amministrative, europee) i partiti e le istituzioni fanno appello alla partecipazione, esaltano il voto come diritto-dovere contro l'astensionismo, ma passata la festa i cittadini non contano più, bastano i sondaggi e la burocrazia. 

FORSE UN GIORNO...
Il debito pubblico italiano ha ormai superato il record di 1.740 miliardi di euro, c'è la crisi e la situazione è difficile, così i politici di ogni colore, dopo aver fatto il pieno di poltrone alle elezioni, riprenderanno a parlare di sprechi e di enti inutili, a invocare l'abolizione delle province, dei consorzi, delle comunità montane e dei carrozzoni di ogni genere e forse un giorno, chissà, decideranno anche la fusione di Caldiero e Colognola ai Colli. Sarà una decisione calata dall'alto, come le tangenziali a pagamento e l'alta velocità ferroviaria, che partorirà una federazione di quartieri, frazioni e contrade, a cavallo della SR 11, con il plauso dei portaborse locali, ma senza il consenso della gente.

Il Comitato promotere per il Referendum

sabato 4 aprile 2009

Costruiamo un grande Comune

sabato 4 aprile 2009
FUSIONE DEI COMUNI DI CALDIERO E COLOGNOLA AI COLLI


Case, fabbriche, supermercati e un paio di rotonde hanno riempito l'area compresa fra l'autostrada e la linea ferroviaria formando, a cavallo della strada regionale 11, un grande insediamento urbano che si estende dal Villaggio Naronchi di Colognola ai Colli al centro storico di Caldiero. Asfalto e cemento hanno saldato i due paesi, così migliaia di caldieresi e colognolesi vivono nello stesso ambiente, frequentano gli stessi negozi, piazze, mercati, chiese, ambulatori, impianti sportivi e condividono problemi e difficoltà, ma devono fare riferimento a due comuni diversi. Da una parte Strà di Caldiero e dall'altra Strà di Colognola ai Colli, eppure il confine attraversa anche la strada, perché la zona artigianale di via Bassa, pur essendo dalla "parte di Caldiero", appartiene al comune di Colognola, mentre S.Pietro, che si trova sopra l'autostrada, è di Caldiero. Un confine "strano", una linea ormai senza ragione, segnata da un'interminabile fila di auto e camion.

Una situazione anomala che mette in difficoltà anche le Amministrazioni comunali quando devono realizzare interventi di manutenzione nelle zone di confine. 
Per asfaltare via Zovo / S.Pietro, per esempio, sono scesi in campo i Consigli comunali che hanno approvato un accordo di programma per dividere equamente oneri, obblighi e spese, come in un condominio. 
Eppure Caldiero e Colognola ai Colli hanno elaborato insieme il PATI (Piano di Assetto del Territorio Intercomunale), aderiscono alle stesse associazioni (Unione Comuni Verona Est, Consorzio depurazione acque ecc.) e condividono realtà importanti (Parrocchia e scuola materna di Strà, segreteria comunale, cantina sociale, distretto sanitario ecc.). 

E allora ? 
Eliminiamo il confine, uniamo i due paesi e costruiamo UN GRANDE COMUNE, con storia e tradizioni importanti e un ruolo di primo piano in ambito provinciale e regionale. 

UN COMUNE IN GRADO DI  FAR SENTIRE IL PESO POLITICO, ECONOMICO E SOCIALE DI 20.000 ABITANTI, NON UNA FEDERAZIONE DI QUARTIERI, FRAZIONI E CONTRADE IN CONCORRENZA TRA LORO

La fusione di Caldiero e Colognola ai Colli comporta solo vantaggi per i cittadini:

. più risorse (meno spese per funzionamento e burocrazia, più contributi statali e
  regionali);
. incremento di servizi (scuole, trasporti, servizi sociali, cultura, sport, ecc.);
. interventi per migliorare viabilità e qualità della vita;
. controllo più efficace del territorio e maggiore sicurezza;
. sviluppo economico e sociale;
. valorizzazione di quartieri, frazioni e contrade;
. superamento dei campanilismi.

Caldiero e Colognola fanno parte dell'Unione di Comuni Verona Est, con Mezzane e Illasi, ma è un'aggregazione che costa sempre di più e non ha prospettive di sviluppo. Eppure in tutta Italia si moltiplicano province, consorzi, comunità montane, autorità d'ambito e un'infinità di altri enti, ciascuno con presidente, assessori, direttore, segretario e addetti ai lavori di ogni tipo, che i contribuenti devono mantenere. Con tanti piccoli comuni senza risorse e migliaia di carrozzoni che distribuiscono poltrone e sprecano denaro pubblico, non si va da nessuna parte. 
La fusione di Caldiero e Colognola ai Colli è anche un modo concreto per dire BASTA a tutto questo, specialmente ora che la crisi economica impone pesanti sacrifici ai cittadini. 


REFERENDUM COMUNALE
La fusione deve avere però il consenso della gente, quindi bisogna raccogliere le firme per chiedere un referendum comunale. Il Comitato Promotore di Caldiero ha presentato alla Segreteria del Comune, l'11 marzo 2009, la proposta di referendum, "Sei favorevole alla fusione del Comune di Caldiero con il Comune di Colognola ai Colli ?"
Il regolamento comunale prevede che la proposta sia dichiarata ammissibile dal Giudice di pace di Soave entro 30 giorni, quindi, se non ci saranno impedimenti, potremo cominciare a raccogliere le firme verso la fine di aprile. È un'occasione importante, senza precedenti per far sentire la nostra voce, quindi invitiamo tutti a firmare, sia favorevoli che contrari alla fusione.
Se riusciremo a raccogliere 1300 firme sarà indetto il referendum, altrimenti questo "strumento di democrazia diretta e di partecipazione dei cittadini alla gestione pubblica" (articolo 51 dello Statuto comunale),  resterà sulla carta. 
   
E il nome del nuovo Comune?
Sarà scelto dai cittadini quando andranno a votare

Il Comitato promotore per il referendum