Tre anni fa la Giunta comunale ha approvato (deliberazione n.132, dell'11.11.2008) il progetto per la realizzazione di marciapiedi, parcheggi, attraversamenti e percorsi ciclopedonali protetti in via della Resistenza, per una spesa di circa 42.000 euro. Il progetto prevedeva un percorso protetto e delimitato sul lato nord (ferrovia) di via della Resistenza, parcheggi dall'altra parte della strada, attraversamenti pedonali con dossi dissuasori e la costruzione del marciapiede mancante in via della Libertà.
Poteva essere una buona idea, anche per dare continuità alla pista ciclabile di via della Stazione, che finisce all'incrocio pericoloso di via don Minzoni ed è costata mezzo milione di euro.
Il progetto è rimasto però sulla carta, ma la Giunta ha lasciato qualche traccia sul terreno: quattro attraversamenti/dissuasori e piste ciclabili disegnate sull'asfalto, che attraversano la strada, svoltano, creano problemi ai residenti e non servono a nulla.
LA STORIA CONTINUA
Il mese scorso, in pieno inverno, hanno deciso di completare l'opera con un progetto più ambizioso da 250mila euro, che riguardava varie strade del paese (SR 11, Caldierino ecc.). Prima di questo intervento, via della Libertà, con la sua larghezza variabile, le rientranze, i marciapiedi non allineati, l'asfalto a brandelli non rappresentava certamente un modello urbanistico da imitare. I lavori di dicembre, con rattoppi all'asfalto e pezzi di cordolo sistemati in mezzo alla strada per delimitare chissà cosa, hanno peggiorato la situazione e fatto arrabbiare i residenti. Ora però con la selva di cartelli stradali che da qualche settimana spuntano dai cordoli e segnalano con insistenza una pista ciclabile che non c'è, la situazione è diventata ridicola. Non si tratta più di un progetto discutibile, di fantasie urbanistiche da criticare, ma di un esempio lampante di incapacità e spreco di denaro pubblico!

Chiediamo che venga cancellata subito questa ridicola "opera pubblica", prima che il quartiere Gardenia diventi meta di curiosi e che venga asfaltata la strada come si deve, ma in primavera, per non fare altri danni.
I PERCORSI CICLOPEDONALI
SONO COSE SERIE
Realizzare percorsi ciclopedonali protetti è una delle cose più urgenti da fare a Caldiero, perché sempre più gente chiede di poter camminare o pedalare in sicurezza. Non ha senso però costruire piste ciclabili lunghe qualche centinaio di metri che non portano a nulla o, peggio ancora, che abbandonano ciclisti e pedoni in punti critici della viabilità. Serve un piano generale che disegni la rete dei possibili percorsi, a portata di bilancio, realizzabili quindi in tempi brevi. La Giunta comunale, da cinque anni, tenta inutilmente di trovare una soluzione per il collegamento ciclabile Caldiero-Caldierino: dovevano farlo in via Spezieria, poi hanno deciso di spostarlo a fianco della linea ferroviaria, quindi in mezzo al quartiere S. Antonio.
Hanno speso 13mila euro per il nuovo progetto e il loro tempo è scaduto. Il percorso ciclabile, ipotizzato in via della Libertà, inizia dal marciapiede delle Bambare, si infila in una strettoia tra cordoli e lampioni, si allarga davanti a Tombesan, scende in Ria Fonda e poi?
E' più pericoloso entrare e uscire da questi mozziconi di piste che pedalare sulla strada!
Qui non mancano solo le piste ciclabili, ma anche i parcheggi e i giardini. Però c'è una novità: il Consiglio comunale ha quasi completato l'iter urbanistico per poter utilizzare l'area a sud della stazione per interventi di edilizia popolare. Significa che verrà coperto l'ultimo spazio edificabile rimasto nel quartiere con un nuovo edificio, che dovrebbe portare anche un'area verde e parcheggi per circa 700 metri quadrati. Ma non si sa ancora chi costruirà questo edificio, forse l'Ater (Azienda territoriale edilizia residenziale) e quando eventualmente verrà costruito, quindi i parcheggi e l'area verde resteranno sulla carta per molto tempo. La costruzione della nuova casa può anche aspettare, mentre invece è urgente riqualificare il quartiere costruendo al più presto parcheggi e giardini, attrezzando un percorso pedonale lungo il Prognolo e aprendo finalmente un accesso alla stazione ferroviaria, che non sia un pertugio indecoroso come quello esistente.
Caldiero - Committenti responsabili: Luciano Albertini, Giancarlo De Robertis, Valter Niselli, Francesco Zenaro

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